ProFamilyIl Credito Genuino

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20 Maggio 2020

Dopo il primo incontro con il nostro Amministratore Delegato, continuiamo il viaggio alla scoperta della realtà ProFamily avvicinando un’altra figura chiave dell’azienda: Stefano Malvicini, Responsabile Operations.

Con lui affrontiamo un interessante discorso circa natura, fine e valore del credito al consumo.

DOMANDA: Dott. Malvicini, come vede il mercato del credito al consumo?

RISPOSTA: Recentemente ho rivisto il film di Oliver Stone Wall Street – Il denaro non dorme mai, del 2010, in cui Gordon Gekko, sempre ben interpretato da Michael Douglas ritorna sulla scena finanziaria. Uno dei passaggi che maggiormente mi ha colpito è tratto da un monologo in cui il protagonista presenta il suo libro:

“È chiaro come il sole, basta fare un po’ di attenzione: la madre di ogni male di oggi è la speculazione, il debito indotto. In conclusione, il vero nemico è il prestito.”

DOMANDA: Si tratta di un’affermazione perentoria. Lei cosa ne pensa?

RISPOSTA:  E’ chiaro come il sole, per usare le stesse parole di Gordon Gekko, che io non la penso come lui.

Io credo, al contrario, che il credito al consumo o come viene anche chiamato, il credito alle famiglie, sia un potente strumento di aiuto alle persone, ad alcune specifiche condizioni, condizioni che, a mio avviso, ProFamily ha ben presente nelle sua attività quotidiana.

DOMANDA: Quali sono questa condizioni?

RISPOSTA: In estrema sintesi sono richiamate nel payoff di Profamily, parte integrante anche della nostra mission: Il Credito Genuino.

Il Credito Genuino è proprio l’antitesi, o meglio l’antidoto, alla visione teorizzata nel monologo di Gordon Gekko.

Il nostro obiettivo è rendere concreto questo concetto, agendo i valori fondanti di ProFamily: Acquisto Consapevole, Credito Responsabile, Chiarezza e Trasparenza. Troppo spesso si crede che i valori siano solo parole vuote, ma personalmente ritengo che siano invece un formidabile strumento per trasformare le nostre azioni quotidiane nella partecipazione alla realizzazione un grande obiettivo comune.

DOMANDA: Ma come agite nel concreto questi valori?

RISPOSTA: In termini molto pratici coniugare i valori con le attività quotidiane vuol dire, nella nostra attività, valutare con attenzione le capacità di rimborso attuale e prospettica del cliente, consigliandolo sulla scelta di un finanziamento consapevole, con una rata sostenibile; vuol dire  saper dire no, quando necessario, mantenendo la necessaria flessibilità per gestire ogni situazione con chiarezza, velocità e trasparenza, sempre alla ricerca di una soluzione adeguata al bisogno.

Aggiungo un elemento che è sempre presente in ogni singolo aspetto della nostra vita: l’innovazione.

DOMANDA:  Se ne sente parlare spesso. Le chiedo, dott. Malvicini: cos’è l’innovazione?

RISPOSTA:  C’è un libro molto bello e divertente, che consiglio: Il più grande uomo scimmia del Pleistocene di Roy Lewis, che racconta la storia di un ominide che porta, all’interno della sua orda, il progresso e che ci fa capire come l’innovazione sia un elemento connaturato con l’essere umano e come per innovare si debba però sempre combattere per abbattere pregiudizi e ostacoli.  Spesso siamo portati a confondere l’innovazione con l’evoluzione tecnologica, quasi fossero sinonimi o intercambiabili.

DOMANDA:  Questo è una precisazione interessante. Potrebbe chiarire meglio il concetto?

RISPOSTA:  L’evoluzione tecnologica è un fattore abilitante, un acceleratore dell’innovazione. Ma l’innovazione è qualcosa di più profondo, più legato ai comportamenti, ai processi, alle abitudini, alla cultura, alla persona.

DOMANDA: Tornando al nostro credito al consumo,  qual è il ruolo della tecnologia e l’impatto su di esso?

RISPOSTA: Oggi il mercato dei servizi finanziari è immerso, permeato, connaturato con l’evoluzione tecnologica, tanto che è stata creata una nuova industry: il Fintech. Digital, big data, Ai, RPA, IOT, Blockchain, e tante altre tecnologie sono il pane quotidiano di chi lavora nei servizi finanziari, con un impatto pervasivo anche nel credito al consumo.

Come accennavo prima una delle nostre attività principali è la valutazione del merito creditizio e per fare ciò è indispensabile raccogliere il maggior numero di informazioni. Pensate quindi a come oggi sia possibile estrarre informazioni da una grande quantità di dati distribuiti in molte e diverse fonti. Pensate a come la tecnologia ci aiuta a capire meglio quali dati raccogliere, quando raccoglierli, come raccoglierli e imparando di volta in volta, attraverso algoritmi sempre più raffinati, a restituirci quelli veramente utili alla nostra valutazione.

DOMANDA: Può farci altri esempi?

RISPOSTA: Ancora oggi altre al caricamento dei dati dei clienti su applicazioni digitali, sono spesso usati moduli cartacei. Pensate invece a come sarebbe agevole il caricamento di una pratica attraverso il linguaggio naturale: il cliente dichiara chi è e cosa vuole e può essere riconosciuto per le caratteristiche della sua voce e anche guidato nella compilazione, che sia da solo o presente presso un dealer.

Tutti conosciamo o abbiamo sentito parlare di Alexa di Amazon, Siri di Apple, Watson di IBM, solo per citarne alcuni. Sono sistemi di Intelligenza artificiale o meglio aumentata che permettono conversazioni basate sul linguaggio comune e che sono in grado non solo di imitare il dialogo umano, ma anche di rispondere a domande su argomenti di diversa natura e di eseguire attività complesse. Famoso è il caso di Watson di IBM che è riuscito a vincere un quiz televisivo americano (Jeopardy!).

Tornando invece al caricamento dei dati di una pratica attraverso il dialogo con il cliente, è stata realizzata per ProFamily, durante un hackaton (evento che vede la partecipazione di esperti di diversi settori dell’informatica, n.d.r.), una sperimentazione molto interessante con un prototipo. La tecnologia quindi c’è, è un ambito ormai maturo. Ma, in questo caso specifico, mancano ancora alcuni aspetti come, ad esempio, quello normativo.

DOMANDA: Ha parlato di ambito normativo?

RISPOSTA:  L’ambito normativo è, al pari dell’evoluzione tecnologica, un altro fattore abilitante e acceleratore dell’innovazione.  La spinta all’innovazione, richiesta dalla normativa, spinge sovente gli istituti finanziari ad implementare soluzioni che siano di impulso anche per le altre componenti delle propria architettura organizzativa, informatica e commerciale, con l’obiettivo, non sempre palese e consapevole, di trasformare la necessità di essere conformi, in un vantaggio competitivo o una opportunità di business. Un esempio può essere la Blockchain.

DOMANDA: Come può essere usata la Blockchain?

RISPOSTA:  La Blockchain è sicuramente una delle tecnologie che, più di altre, potrebbe trovare pratica attuazione nel credito al consumo, coniugando l’evoluzione tecnologica e la normativa a supporto del business.

In particolare per due ambiti: l’identificazione del cliente ai fini degli adempimenti dell’antiriciclaggio e la moneta di scopo, cioè il prestito finalizzato: in sintesi erogare ad una persona un finanziamento per l’acquisto di un determinato bene presso un determinato venditore, con il rimborso automatico del prestito sempre in Blockchain.

DOMANDA: Dà l’impressione di essere una tecnologia molto avanzata. È così?

RISPOSTA:  E’ l’esemplificazione di quanto dicevo prima ossia una evoluzione tecnologica molto avanzata ma che ancora, in questo ambito, dal lato pratico non ha prodotto innovazione.  Perché manca un elemento fondamentale: l’essere umano, i suoi comportamenti, la sua cultura, la sua fiducia.  Posso veramente innovare se riesco anche a gestire positivamente il cambiamento di pensiero, di abitudini, di comportamento e di competenze e la creazione di fiducia per tutte le persone che agiscono l’innovazione.

DOMANDA: Parliamo di fiducia. Non le sembra un termine un po’ inflazionato, dott. Malvicini?

RISPOSTA: Non direi perché in fin dei conti nel nostro mercato il vero valore è uno solo: la Fiducia. Pensate che la Blockchain è anche chiamata la tecnologia della fiducia. La fiducia è la base del mercato del credito. L‘ultima crisi è stata principalmente una crisi di fiducia.  Oggi dobbiamo ricostruire questa fiducia e per ricostruirla non si può che partire dall’interno, ricreare un clima di fiducia all’interno dell’azienda, che possa poi contagiare i collaboratori e i clienti.

In questo processo l’innovazione può aiutarci. Possiamo a questo punto ipotizzare un nuovo paradigma di fiducia che mi piace definire Fiducia 4.0.

DOMANDA: Per concludere potrebbe riassumere quanto ci ha finora illustrato in poche parole?

RISPOSTA: Con piacere, d’altra parte mi rendo conto che questi sono argomenti molto appassionanti e che richiederebbero molto tempo per essere approfonditi. Non ho quindi la pretesa di poter esaurire in poche parole un tema così vasto.

In sintesi i messaggi che vorrei lasciare sono:

  • l’innovazione non è solo evoluzione tecnologica;
  • l’innovazione non può essere fine a se stessa, ma deve essere finalizzata al miglioramento di un processo, di un prodotto, di un lavoro, di una esperienza, della nostra vita.

Aggiungo infine che, in ProFamily, i principi guida che abbiamo eletto nell’affrontare l’innovazione sono:

  • la focalizzazione sulla persona che sia cliente, dealer, agenti o colleghi;
  • la semplicità: scegliere la via più semplice per rispondere alle esigenze; attenzione, ho detto la più semplice, che non vuol dire la più facile;
  • pensare in modo interdisciplinare, con il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali e ove possibile con il contributo di tutti.

Salutiamo il dott. Malvicini e lo ringraziamo per la sua chiarezza di esposizione che ci ha avvicinato a concetti non sempre di facile fruibilità.

Paolo Sabatino Cerboneschi

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